L'edilizia sostenibile sta rivoluzionando il panorama architettonico mondiale esplorando nuove tecniche e materiali, come il bambù, che stanno soppiantando quelli tradizionali, come l'acciaio e il cemento, i cui costi ambientali sono elevati.
Il bambù, materiale da costruzione tradizionale, si sta affermando come un'opzione ecocompatibile, distinguendosi per la sua combinazione di resistenza, flessibilità e sostenibilità. Uno studio condotto da scienziati dell'Università di Bristol ha dimostrato l'efficacia di un sistema predittivo per le connessioni dei pali di bambù, aprendo la strada al suo utilizzo strutturale in diversi tipi di edifici.
Questo approccio innovativo, pubblicato sulla rivista Construction and Building Materials, fornisce un modello predittivo affidabile ed estremamente efficiente per determinare la posizione e i metodi ottimali di fissaggio delle viti nelle strutture in bambù. Ciò amplia significativamente le possibilità di integrazione di questo materiale nella costruzione di case e altri edifici.
Elevata resistenza del bambù
Il bambù, un materiale rinomato per la sua eccezionale resistenza – paragonabile all'acciaio e con una resistenza alla compressione doppia rispetto al calcestruzzo – è stato utilizzato in diversi elementi strutturali in tutto il mondo. Tuttavia, è piuttosto vulnerabile ai tradizionali sistemi di giunzione del legno, come le viti, il che ha rappresentato una sfida. La ricerca presso l'Università di Bristol si è concentrata sul superamento di questa limitazione.
Lo studio, condotto dalla biologa Dominika Malkowska, rivela le eccezionali proprietà del bambù, come la sua capacità di piegarsi senza rompersi e la sua naturale resistenza al fuoco. Il bambù si è guadagnato il riconoscimento di architetti di fama, che lo hanno soprannominato "l'acciaio del XXI secolo", non solo per le sue proprietà strutturali, ma anche per la sua rapida crescita, che contribuisce a contrastare il cambiamento climatico sequestrando il carbonio dall'atmosfera in modo più efficiente del legno.
Gli esperimenti condotti dal team di Malkowska, che hanno incluso oltre 250 test, hanno dimostrato che i collegamenti in bambù con viti possono effettivamente avere successo, smentendo le precedenti aspettative secondo cui il materiale si sarebbe crepato a causa della natura unidirezionale delle sue fibre. Fino ad ora, le soluzioni per impedire la rottura del bambù richiedevano giunzioni complesse, come l'uso di malta cementizia, che complicavano il processo.
Metodo efficace per l'utilizzo del bambù
Il metodo di maggior successo si basa su un modello di calcolo collaudato che utilizza legno, viti in acciaio inossidabile e una struttura a T. Questo metodo, che ha dimostrato la sua efficacia, offre notevoli vantaggi, come una ridotta impronta di carbonio, facilità di smontaggio in loco e maggiore rigidità e duttilità.
La proposta degli scienziati di Bristol suggerisce l'applicazione diretta di questo metodo a semplici connessioni con carichi leggeri. Per convalidarne l'efficacia in scenari con carichi maggiori, come le pareti di taglio, il team prevede di condurre ulteriori esperimenti con un numero maggiore di bulloni in strutture reali. Questo approccio potrebbe aprire la strada a un'architettura in bambù più accessibile e sostenibile.
Fonte: https://vibes.okdiario.com/




