SANTO DOMINGO.- La Banca Centrale della Repubblica Dominicana (BCRD) ha assicurato martedì che il fallimento della Silicon Valley Bank (SVB) e di altre piccole banche statunitensi non avrà ripercussioni "significative" per la Repubblica Dominicana, poiché gli enti con problemi finanziari non sono corresponsabili delle banche dominicane.
Sulla base delle analisi delle interconnessioni tra gli istituti bancari locali, "è stato possibile stabilire con precisione che il fallimento di Silicon Valley Bank e Signature Bank non incide sul sistema finanziario dominicano, dato che quest'ultimo non ha interazioni dirette con i suddetti istituti internazionali", ha dichiarato la Banca Centrale della Repubblica Dominicana in un comunicato stampa.
La Banca Centrale e l'Associazione delle Banche della Repubblica Dominicana (ABA) hanno sottolineato la stabilità economica dominicana, garantendo la resilienza e la solidità degli indicatori del sistema finanziario, che "occupano posizioni di vertice nella regione in termini di liquidità, redditività, basso tasso di insolvenza e solvibilità".
Gli Stati Uniti stanno vivendo la più grande crisi finanziaria della loro economia dalla crisi globale del 2008. Questa volta, tre banche specializzate sono crollate a causa dei massicci prelievi di fondi da parte dei clienti della Silicon Valley Bank, provocandone il fallimento e, di conseguenza, la chiusura di altre entità, con ripercussioni anche sul mercato azionario.
Data l'importanza degli eventi, il Consiglio monetario della Repubblica Dominicana si è riunito oggi, martedì, in una sessione straordinaria per affrontare la situazione finanziaria sui mercati internazionali, analizzando le cause e le misure adottate dalle autorità del governo statunitense.
Per quanto riguarda l'impatto o i possibili effetti esterni, l'ABA ha ricordato che il Paese ha vissuto il precedente della crisi globale del 2008 e che, grazie alle normative successive alla crisi del 2003 e al continuo rafforzamento del settore bancario in termini di capitalizzazione, gestione globale del rischio e innovazione, il sistema locale non ne ha risentito.
In tal senso, ha inviato un messaggio rassicurante ai settori produttivi e ai consumatori in generale: "Abbiamo autorità monetarie e finanziarie che, insieme al resto del sistema, restano vigili, attente e con un atteggiamento proattivo nei confronti di qualsiasi situazione".
Il 90% delle risorse gestite da più banche è investito in strumenti di mercato, utilizzati per gestire i prestiti che trainano l'economia nazionale.
“Come associazione, riteniamo fondamentale che tutti noi contribuiamo a preservare la fiducia, meritatamente conquistata, nel settore bancario.” – Associazione delle banche multiple della Repubblica Dominicana
Cosa dicono gli economisti
Secondo l'economista Haivanjoe Ng Cortiñas, la crisi finanziaria che ha portato alla chiusura di SVB è un evento che non dovrebbe essere considerato isolatamente. "Non bisogna sottovalutare la possibilità di un effetto domino, ovvero che possano verificarsi altri fallimenti e che questo non sia un evento isolato", ha affermato.
La situazione che interessa una parte del settore bancario statunitense è ancora in evoluzione, pertanto le sue implicazioni per l'economia dominicana e il suo sistema bancario non sono ancora del tutto prevedibili, sebbene le banche statunitensi con problemi finanziari non siano corresponsabili degli enti finanziari dominicani, ha osservato.
L'economista ha indicato come ulteriore conseguenza la persistente problematica inflazionistica nell'economia statunitense, dato che l'inflazione di base a febbraio si è attestata allo 0,5%, il valore più alto degli ultimi cinque mesi. Ciò potrebbe continuare a costringere la Federal Reserve (Fed - Banca Centrale) ad aumentare i tassi di interesse e, di conseguenza, esercitare pressione sulla situazione finanziaria degli istituti bancari del Paese, essendo una delle variabili che hanno influenzato l'attuale situazione di alcune banche.
Secondo quanto affermato, la prevedibile prosecuzione degli aumenti dei tassi da parte della Fed potrebbe indurre le autorità dominicane a riprendere l'aumento dei tassi di interesse monetari, con conseguente incremento dei tassi di interesse bancari e mantenimento della "scarsa performance" del prodotto interno lordo (PIL) dominicano, pari ad appena lo 0,4%, come già registrato nel gennaio 2023.




