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La Banca Centrale della Repubblica Dominicana aumenta il suo tasso di interesse dal 5% al ​​5,50% annuo

SANTO DOMINGO- La Banca Centrale della Repubblica Dominicana (BCRD) ha aumentato il tasso di interesse di riferimento della sua politica monetaria di 50 punti base, portandolo dal 5,00% al 5,50% annuo.

 Per quanto riguarda il corridoio dei tassi di interesse, il tasso del meccanismo permanente di espansione della liquidità (Repo a 1 giorno) aumenta dal 5,50% al 6,00% annuo e il tasso dei depositi remunerati (Overnight) dal 4,50% al 5,00% annuo.

La Banca Centrale dichiara che tale decisione si basa su un'attenta valutazione dell'economia globale, sulla persistenza delle pressioni inflazionistiche e sull'accresciuta incertezza internazionale derivante dai recenti conflitti geopolitici. Di conseguenza, la dinamica dei prezzi continua a essere influenzata da shock esterni più persistenti del previsto, associati al significativo aumento dei prezzi del petrolio e di altre materie prime cruciali per la produzione locale, nonché agli elevati costi del trasporto marittimo internazionale di container e ad altre interruzioni delle catene di approvvigionamento.

Nello specifico, la variazione mensile dell'indice dei prezzi al consumo (IPC) a febbraio 2022 è stata dello 0,92%, mentre l'inflazione su base annua, ovvero l'inflazione negli ultimi 12 mesi, si è attestata all'8,98%. D'altro canto, l'inflazione di fondo, che esclude le componenti più volatili del paniere dei consumi, è stata del 6,97% a febbraio, riflettendo gli effetti di secondo ordine sulla produzione associati agli shock esterni dell'offerta.

Il sistema di previsione della Banca Centrale della Repubblica Dominicana (BCRD) indica che, in uno scenario di politica monetaria attiva, l'inflazione convergerebbe gradualmente verso l'intervallo obiettivo del 4% ± 1% nell'arco temporale considerato, ma a un ritmo più lento del previsto. È importante sottolineare che, oltre alle politiche di normalizzazione monetaria, le misure fiscali attuate per mitigare l'aumento dei prezzi delle materie prime e la stabilità osservata sul mercato dei cambi sono fattori che faciliterebbero la convergenza dell'inflazione verso l'obiettivo.

In questo scenario, la Banca Centrale continua ad attuare misure per contrastare gli shock esterni ai prezzi e contribuire alla convergenza dell'inflazione verso l'intervallo obiettivo, in un contesto di forte crescita economica. Nello specifico, con questa decisione di marzo, la Banca Centrale della Repubblica Dominicana (BCRD) ha aumentato il suo tasso di interesse di riferimento di 250 punti base da novembre 2021, in linea con il ciclo di rialzi dei tassi di interesse a livello internazionale.

Inoltre, la Banca Centrale della Repubblica Dominicana (BCRD) ha ridotto significativamente l'eccesso di liquidità nel sistema finanziario attraverso operazioni di mercato aperto e il graduale rimborso dei fondi erogati durante la pandemia. Queste misure hanno accelerato la trasmissione della politica monetaria, contribuendo ad adeguamenti dei tassi di interesse interni e a una significativa moderazione della crescita degli aggregati monetari. La Banca Centrale si dichiara inoltre pronta ad adottare ulteriori misure, se necessario, per preservare la stabilità dei prezzi e mantenere ancorate le aspettative economiche.

L'incertezza internazionale è aumentata significativamente a causa dell'invasione russa dell'Ucraina. In questo contesto, le previsioni di crescita globale di Consensus Forecasts per quest'anno continuano a essere riviste al ribasso, attestandosi ora al 3,8%.

Negli Stati Uniti, nostro principale partner commerciale, le prospettive di crescita per quest'anno si sono moderate, con il consenso che prevede un'espansione del 3,3% e la Federal Reserve (Fed) che stima un +2,8%. Nel frattempo, l'inflazione su base annua negli Stati Uniti ha raggiunto il 7,9% a febbraio, il livello più alto degli ultimi quarant'anni e quasi quattro volte superiore all'obiettivo del 2,0%. In questo contesto, la Fed ha aumentato il tasso sui fondi federali di 25 punti base, portandolo nell'intervallo annuo 0,25%-0,50%, con ulteriori aumenti previsti per il resto dell'anno. Inoltre, ha concluso il suo programma di acquisto di attività volto a normalizzare le condizioni di liquidità e ad affrontare le pressioni inflazionistiche, in linea con le azioni di altre banche centrali.

Anche le stime di crescita per l'Eurozona sono state riviste al ribasso: Consensus prevede ora un'espansione del 3,2% nel 2022, mentre l'inflazione su base annua ha raggiunto il 5,9% a febbraio, il livello più alto nella storia di questo blocco di paesi. Sebbene il tasso sui depositi overnight rimanga a -0,50% su base annua, la Banca Centrale Europea (BCE) ha concluso il suo programma di acquisto di attività legato alla pandemia.

Per l'America Latina, le prospettive indicano una crescita più moderata quest'anno, stimata al 2,0%, secondo Consensus. A fronte di forti pressioni inflazionistiche, quasi tutte le banche centrali della regione hanno continuato ad aumentare i tassi di interesse di riferimento dal 2021, come nel caso di Brasile (975 punti base), Argentina (650 punti base), Cile (650 punti base), Paraguay (550 punti base), Perù (375 punti base), Colombia (325 punti base), Uruguay (275 punti base), Messico (225 punti base) e Costa Rica (175 punti base).

Per quanto riguarda le materie prime, il prezzo del petrolio greggio West Texas Intermediate (WTI) ha registrato aumenti significativi negli ultimi mesi, passando da una media di 83 dollari al barile a gennaio 2022 a circa 109 dollari a marzo, a causa del contesto internazionale più turbolento e delle limitazioni alla produzione globale di petrolio greggio. Analogamente, i prezzi internazionali delle principali materie prime alimentari, come mais, grano e soia, sono nuovamente aumentati negli ultimi mesi a causa del conflitto armato. Nel frattempo, il prezzo dell'oro è salito a circa 2.000 dollari l'oncia troy, in quanto utilizzato come bene rifugio in un contesto più incerto.

A livello nazionale, la ripresa della domanda aggregata si è rafforzata, come dimostra la crescita del 12,3% del Prodotto Interno Lordo (PIL) reale nel 2021, pari a un aumento del 4,7% rispetto al 2019, prima della pandemia. La solida performance dell'economia dominicana è proseguita anche quest'anno, con l'Indice Mensile dell'Attività Economica (IMAE) in crescita del 6,3% a gennaio e del 5,8% a febbraio, per una crescita cumulativa del 6,0% nei primi due mesi del 2022. 

Guardando al futuro, le prospettive di crescita economica della Repubblica Dominicana si sono fatte più prudenti a causa dell'elevata incertezza che perdura nel contesto internazionale. Inoltre, va notato che i tassi di crescita dell'IMAE per i prossimi mesi potrebbero essere più moderati rispetto a quelli registrati all'inizio dell'anno, influenzati dall'effetto statistico della base di confronto, in particolare nei mesi di marzo, aprile e maggio, che sono stati i mesi con la crescita più elevata lo scorso anno, rispettivamente del 10,6%, 47,1% e 21,2%.

In uno scenario in cui i rischi derivanti dal confronto geopolitico rimangono limitati, i modelli previsionali di questa istituzione indicano che la crescita per l'anno in corso si attesterebbe intorno al 5,0%, vicina al suo potenziale, come previsto nell'ultima revisione del Programma Monetario.

D'altro canto, il credito al settore privato in valuta locale continua a crescere, espandendosi di oltre il 12% su base annua a marzo. Per quanto riguarda la politica fiscale, le entrate fiscali superiori alle attese hanno fornito lo spazio necessario per riattivare la spesa in conto capitale e attuare misure volte a mitigare l'impatto dell'aumento dei prezzi internazionali delle materie prime sulla produzione interna e sulle famiglie, in particolare quelle più vulnerabili.

Inoltre, le riserve internazionali si mantengono a livelli storicamente elevati, intorno ai 14,4 miliardi di dollari USA, pari al 14,5% del PIL e a 7,1 mesi di importazioni, superando i parametri raccomandati dal FMI. Questi fattori hanno contribuito alla relativa stabilità del tasso di cambio, che si riflette in un apprezzamento su base annua della valuta locale di circa il 3,5% a fine marzo, il che contribuirebbe a contrastare le pressioni inflazionistiche di origine esterna.

È importante sottolineare che l'economia dominicana è ben posizionata per mitigare questo shock negativo, data la solidità dei suoi fondamentali macroeconomici, la robusta performance della domanda interna e gli elevati livelli di riserve internazionali. La Banca Centrale della Repubblica Dominicana ribadisce il suo impegno a condurre una politica monetaria volta a raggiungere il proprio obiettivo di inflazione e a garantire il corretto funzionamento dei sistemi finanziari e dei pagamenti. Pertanto, continuerà a monitorare la situazione internazionale e le pressioni inflazionistiche, con l'obiettivo di adottare ulteriori misure in risposta a fattori che potrebbero compromettere la stabilità dei prezzi.

Fonte: Listín Diario

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