Gli indicatori presentati dal governo delineano un quadro di progressi. Tuttavia, se confrontati con fonti indipendenti, emergono lacune, incongruenze e sfide ancora da affrontare.
SANTO DOMINGO - Il riassunto del documento "Indicatori di progetto: cinque anni di trasformazione", presentato dalla Direzione Strategia e Comunicazione del Governo, offre una panoramica ottimistica dell'amministrazione 2020-2025.
In assenza del documento originale, il confronto tra le cifre presentate dal portavoce presidenziale e quelle provenienti da fonti indipendenti rivela sfumature che ci invitano ad andare oltre il titolo.
Economia e classe media: crescita reale o ineguale?
Secondo il rapporto ufficiale, il PIL pro capite è aumentato da 8.603 dollari nel 2019 a oltre 11.500 dollari nel 2024, con un incremento del 34%. Tuttavia, i dati di Trading Economics indicano un PIL pro capite dominicano di 9.168 dollari per lo stesso anno, il che suggerisce una significativa discrepanza nella misurazione.
Questa discrepanza può essere dovuta all'utilizzo di diversi metodi di calcolo (nominale vs. a parità di potere d'acquisto), ma solleva anche dubbi sulla coerenza dei dati ufficiali.
Secondo il governo, la classe media è cresciuta dal 37,7% al 48,6% della popolazione. Tuttavia, il Ministero dell'Economia non ha pubblicato alcuno studio recente che confermi tale aumento. Anzi, precedenti rapporti mettono in guardia sulla vulnerabilità della classe media dominicana al lavoro informale, all'inflazione e alla mancanza di protezione sociale.
Il salario minimo, che secondo il documento ufficiale è aumentato da 248 a 371 dollari statunitensi, rappresenta un progresso. Tuttavia, se confrontato con il costo del paniere alimentare di base, che secondo ProConsumidor supera i 45.000 pesos dominicani al mese, l'aumento non garantisce un potere d'acquisto sufficiente per una famiglia media.
Trading Economics è una piattaforma internazionale di analisi economica che raccoglie dati ufficiali da oltre 196 paesi, tra cui la Repubblica Dominicana, utilizzando fonti come banche centrali, ministeri delle finanze e organizzazioni multilaterali per fornire indicatori aggiornati su PIL, inflazione, occupazione, salute e sicurezza.
È ampiamente utilizzato da analisti, giornalisti e accademici per confrontare i dati governativi con dati verificabili, il che lo rende uno strumento fondamentale per l'analisi dei dati.
Sicurezza: percezione e realtà
Il governo riporta un tasso di omicidi pari a 8,3 ogni 100.000 abitanti, uno dei più bassi della regione. Tuttavia, FINJUS e Participación Ciudadana avvertono che la percezione di insicurezza rimane elevata, soprattutto nelle aree urbane e turistiche.
L'assunzione di 4.000 nuovi agenti e l'aumento salariale rappresentano dei passi avanti, ma l'Osservatorio per la Sicurezza dei Cittadini sottolinea che la riforma della polizia deve ancora affrontare sfide strutturali: mancanza di formazione continua, debolezza dei sistemi di controllo interno e scarso coordinamento con le comunità.
Salute: progressi con lacune persistenti
Il rapporto evidenzia una riduzione del 30,8% della mortalità infantile e un aumento dell'aspettativa di vita da 73,5 a 75,1 anni. Sebbene positivi, questi dati contrastano con i rapporti dell'UNICEF e della Banca Mondiale, che collocano ancora la Repubblica Dominicana al di sotto della media regionale per quanto riguarda la copertura dell'assistenza sanitaria di base.
Oltre 2,5 milioni di persone hanno aderito al sistema di sicurezza sociale, ma la Sovrintendenza per la Salute e i Rischi del Lavoro (SISALRIL) ha segnalato che molti iscritti non hanno un accesso effettivo ai servizi specializzati, soprattutto al di fuori dei principali centri urbani.
La realizzazione di 68 ospedali e 683 centri di assistenza primaria è significativa, ma organizzazioni come il Public Policy Observatory hanno segnalato la carenza di personale medico, attrezzature e manutenzione in diverse di queste strutture.
Trasformazione o composizione statistica?
Gli indicatori presentati dal governo delineano un quadro di progresso. Ma se confrontati con fonti indipendenti, emergono lacune, incongruenze e sfide ancora da affrontare. La trasformazione strutturale non si misura solo in numeri; si convalida attraverso le esperienze quotidiane dei cittadini.
In un Paese dove ogni dato ufficiale deve essere esaminato attentamente, perché dietro ogni numero si cela una storia che merita di essere raccontata con rigore.




