Inizianoi lavori di costruzionedella storica Puerta de la Misericordia (Porta della Misericordia), dove Mella sparò il colpo fatale...

La storica Puerta de la Misericordia (Porta della Misericordia), dove Mella sparò il colpo che dichiarò l'Indipendenza, è stata restaurata dall'Ente del Turismo

La Repubblica Dominicana commemora oggi il 180° anniversario della sua indipendenza nazionale.

SANTO DOMINGO.- Il Ministero del Turismo (Mitur) ha consegnato ieri la restaurata Porta della Misericordia, storica Porta della Misericordia, da dove Matías Ramón Mella sparò il colpo che portò alla proclamazione dell'Indipendenza Nazionale, il 27 febbraio 1844, data che viene commemorata questo martedì, in occasione del 180° anniversario dell'evento che liberò il Paese dal dominio haitiano.

Il Ministro del Turismo, David Collado, accompagnato dalla First Lady, Raquel Arbaje, ha consegnato il progetto situato nella Città Coloniale, per la cui ristrutturazione è stata investita una somma di oltre 17 milioni di pesos, secondo quanto riportato in un comunicato stampa.

Mitur spiega che l'intervento è consistito nel restauro del muro in pietra, nella pulizia e sanificazione delle superfici murarie, nella sostituzione del rivestimento murario, nel recupero, nell'ampliamento e nell'adattamento delle piattaforme.

Il progetto comprende anche la ristrutturazione delle aree verdi, il restauro delle panchine, l'installazione dell'illuminazione elettrica e l'abbellimento generale dell'intera area circostante.

“Oggi, un giorno prima dell’Indipendenza nazionale, siamo qui per portare a termine quest’opera importante, il restauro della Porta della Misericordia, un vero simbolo della nostra libertà”, ha dichiarato Collado.

Ha affermato che ciascuno dei progetti realizzati dal Ministero del Turismo e dalla Banca Mondiale per lo Sviluppo nella Città Coloniale accresce significativamente il valore di questa destinazione nella capitale dominicana.

Il restauro della Puerta de La Misericordia ha incluso anche la regolarizzazione delle aiuole e dei fossati che circondano i resti archeologici, la pulizia e l'ammodernamento del sistema di drenaggio delle acque piovane della piazza e la creazione di pozzi di infiltrazione e canali di scolo. Ha inoltre previsto interventi di miglioramento all'impianto elettrico e la tinteggiatura delle facciate che circondano la piazza.

Per quanto riguarda la ricostruzione delle mura, sono stati restaurati i conci e l'imposta dell'arco centrale e della garitta; la muratura della cupola è stata trattata con una cornice marcapiano. Inoltre, la muratura cinquecentesca del frontone è stata consolidata e restaurata.

I lavori di ristrutturazione si inseriscono nel quadro del restauro di diverse infrastrutture storiche e culturali della Città Coloniale di Santo Domingo e comprendono il Monumento dell'Alcázar de Colón, nonché le facciate di numerosi siti di interesse architettonico e religioso della Città Coloniale (il Pantheon della Patria e il Museo delle Case Reali; chiese, cappelle, santuari).

Questa iniziativa rientra in un programma attuato dalla Banca Interamericana di Sviluppo (BID) e dal Ministero del Turismo per il restauro e la rivitalizzazione completi del centro storico coloniale di Santo Domingo. Il Ministero del Turismo ha annunciato l'avvio di questo programma nell'aprile dello scorso anno, con un investimento previsto di 116 milioni di pesos dominicani.

Un po' di storia

La costruzione della Porta della Misericordia risale al 1543 e fu eretta simbolicamente per rappresentare l'ingresso alla città di Santo Domingo, che all'epoca era concentrata in quella che oggi è conosciuta come la Città Coloniale.

Originariamente conosciuta come Porta di Santiago o Grande Porta, il suo nome cambiò nel 1842, quando divenne un punto d'incontro per gli abitanti della città che si riunivano per pregare e chiedere la misericordia di Dio in seguito a un violento terremoto.

«La porta stessa, con il suo arco segmentato e le pareti oblique, è costruita con solidi blocchi di pietra squadrata, rifinita all'esterno da stipiti e da un arco dal profilo curvo che ricorda grandi modanature. Sopra la porta, di fronte a quella che era la savana reale, si trova una garitta coperta da un'elegante cupola che rompe la monotonia dei volumi lineari», racconta la giornalista, storica e scrittrice spagnola María Ugarte.

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