SANTO DOMINGO - Sulla base delle prove presentate dalla Procura, un tribunale di Puerto Plata ha imposto, a titolo di misure coercitive, il pagamento di un milione di pesos, la comparizione periodica e il divieto di viaggio a tre uomini indagati per una frode multimilionaria, una truffa e l'uso di documenti falsificati relativi al progetto immobiliare "Golden Paradise".
La misura è stata inflitta a Jesús Aldea Abian, di nazionalità spagnola, all'avvocato Pedro Pablo Pérez e a sua moglie Griselda Antonia Calderón Taveras.
L'azione legale è scaturita da una denuncia presentata da Dámaso Medrano Reyes, il quale ha affermato di essere stato vittima della falsificazione della sua firma su una procura generale, tramite la quale venivano conferiti ampi poteri al suo allora socio Jesús Aldea Abián, per agire per suo conto nell'ambito del progetto.
Secondo la denuncia, i documenti falsificati sarebbero stati utilizzati per dirottare i fondi degli investitori verso altre due società: Guztrade SRL e Condular SRL, create in collaborazione con gli imputati Pedro Pablo Pérez e Griselda Antonia Calderón Taveras. Nonostante i pagamenti effettuati, il progetto, che avrebbe dovuto sorgere nel comune di San Felipe de Puerto Plata, non è mai stato realizzato.
La procura è stata autenticata da Rodolfo Morales Almonte e inviata all'Istituto Nazionale di Scienze Forensi (INACIF) per l'analisi. La perizia, con certificato n. DRN-075-2025, datata 26 giugno 2025, ha confermato che le firme non appartenevano al signor Medrano Reyes, convalidando così l'accusa di falsificazione.
Durante l'udienza, il pubblico ministero Massiel Peña ha presentato prove sufficienti dinanzi al giudice Rosalba Francisco Parra, del Tribunale di Istruzione di Puerto Plata, la quale ha imposto il provvedimento coercitivo agli imputati.
Rosalía Vargas Gómez, il pubblico ministero inquirente del caso, prosegue il procedimento per accertare l'entità della frode.
Il caso è stato preliminarmente classificato come violazione degli articoli 145, 146, 147, 148, 150, 151, 265, 266 e 408 del Codice penale dominicano.




